Un rip non si nega a nessuno. Quando la miseria va in letargo per un minuto

Credo che nella vicenda della morte di Gino Strada vada tenuto in considerazione un aspetto: la miseria di tante persone

Girando sui social la sua figura era spesso associata al buonismo di facciata, agli occhi di tanti miserabili è un affronto che va combattuto ogni giorno. Così mi capitava di leggere: se ci tiene tanto li ospiti a casa sua, leit motiv quotidiano di tanti che sanno di avere nella politica attuale dei riferimenti solidi alla loro miseria

Ma come accade spesso nelle morti di personaggi pubblici è accaduto pure a Gino Strada: ritrovarsi a corpo ancora caldo attorniato da fior di miserabili pronti a lisciarsi il pelo sullo stomaco, trovando per lui quelle parole di umana pietà che mal si conciliano con le stesse miserie vomitate fino a qualche minuto prima. E’ proprio vero: la storia non insegna un cazzo, da popolo di immigrati quali siamo stati abbiamo volutamente dimenticato additando gli altri come i colpevoli di tutte le nefandezze di un paese che negli ultimi 30 anni ha vissuto un tana libera tutti, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti

Fossi stato in loro mi sarei risparmiato quelle schifezze post morte, ma in Italia un RIP non si nega a nessuno. E ci fa sentire pure migliori

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