Leggendo Potevi fare di più

COME DARE IL PRIMO BACIO | Rimorchiadonne.com

Mentre suona Madame mi ritrovo a leggere il brano di Arisa scritto da Gigi D’Alessio. Brava la cantante lucana a vestirsi questo brano sulle sue note, rendendolo molto più vero

Cosa ci dice questa canzone?! E’ un amore disperato, arrivato al culmine dell’ennesima discussione. Ho letto il testo prima di ascoltare la canzone, soffermandomi sull’immaginazione di come si può rappresentare il momento di questo testo

Lei seduta sul divano con le mani tra i capelli, delusa da qualcosa di molto più grande di loro. E’ il momento dove i suoi occhi cercano un freno al fiume di lacrime sceso impetuoso dopo urla e stress da sfogare in maniera violenta

Ci sono troppi rancori che ci fanno star male
Mi sono messa in disparte, sola con il mio dolore

Le sue parole sono lame che tagliano, mettono tutto il loro rapporto sul fatto compiuto. E’ un amore che non vuol morire ma sente mancarsi le forze.

A che serve cercare se non vuoi più trovare
A che serve volare se puoi solo cadere
A che serve dormire se non hai da sognare

Non si regge più, le mani nei capelli, la forza delle donne risiede in quelle dita che accarezzano la propria istintiva emozione tra quegli angoli della testa per ritrovarsi, per tornare a respirare

La penombra aiuta le sue parole, lui è lì fermo senza poter dire nulla. E non credo ce ne fosse bisogno

Adesso lascio a voi il testo. Il consiglio è come quello di qualche anno fa prima che lasciassi questo blog: leggete il brano, a seguire ascoltatelo. E’ un gusto diverso

Lasciarsi adesso non fa più male, non è importante
Cosa ci importa di quello che può dire la gente
L’abbiamo fatto oramai, non so più quante volte, te lo ricordi anche tu
Ci sono troppi rancori che ci fanno star male
Mi sono messa in disparte, sola con il mio dolore
Dove c’era dell’acqua oggi solo vapore, potevamo fare di più
A che serve cercare se non vuoi più trovare
A che serve volare se puoi solo cadere
A che serve dormire se non hai da sognare
Nella notte il silenzio fa troppo rumore
A che serve una rosa quando è piena di spine
Torno a casa e fa festa solamente il mio cane
Ora i nostri percorsi sono pieni di mine
Sto annegando ma tu non mi tendi la mano
A che serve un cammino senza avere una meta
Dare colpa al destino che ci taglia la strada
Non importa se sono vestita o son nuda
Se da sopra il divano più niente ti schioda
A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi
Ero dentro ai tuoi occhi ma tu non lo ricordi
Noi di spalle nel letto, più soli e bugiardi
Ti addormenti vicino e ti svegli lontanoMi mancheranno i sorrisi, che da un po’ non vedevo
Ti chiamerò qualche volta senza avere un motivo
Racconterò a chi mi chiede, che sto bene da sola
Questo farai anche tu
Cancellerò foto e video dal mio cellulare
Solo per non vederti né sentirti parlare
Ne avrò piena la testa, spazio sulla memoria
E chissà quanto tempo io ti amerò ancoraA che serve una rosa quando è piena di spine
Torno a casa e fa festa solamente il mio cane
Ora i nostri percorsi sono pieni di mine
Sto annegando ma tu non mi tendi la mano
A che serve un cammino senza avere una meta
Dare colpa al destino che ci taglia la strada
Non importa se sono vestita o son nuda
Se da sopra il divano più niente ti schioda
A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi
Ero dentro ai tuoi occhi ma tu non lo ricordi
Noi di spalle nel letto, più soli e bugiardi
Ti addormenti vicino e ti svegli lontanoA che serve morire se ogni giorno mi uccidi
Dallo specchio ti vedo, mentre piango tu ridi
Tutto quello che è stato oramai non ci credi
Potevi fare di più

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...