Una storia italiana…61^ parte

Il pensiero di passare la domenica dai genitori non lo esaltava particolarmente. I bambini, seduti dietro erano entusiasti: per loro i nonni significavano patatine, Mc Donald e negozi di caramelle.

Il nonno era un amante dei libri e ogni volta li portava con sé nel mondo incantato della biblioteca. Quando venivano a pranzo il fine settimana l’appuntamento era alla libreria di un paesino nelle vicinanze dove la varietà di libri faceva ingolosire i nipotini a scegliere un libro che i genitori ogni sera leggevano per farli addormentare con una visione romanzata di sogni colorati.

La luce della camera da letto veniva utilizzata per metterli a letti: la abat jour sul comodino accesa dava inizio alla lettura. La voce del padre era più accesa, attenta poco alle virgole e alle emozioni. La madre dal canto suo aveva un suo stile nel leggere: i bambini rimanevano a bocca aperta, coinvolti dalla sua voce, dal suo descrivere con i gesti delle dita ciò che leggeva. Questo permetteva il piacevole accompagnamento nel mondo dei sogni con quella serenità scopo della lettura stessa.

Prese il telefonino e chiamò la moglie. Affrontarla da vicino a tavola ed annunciarle questa novità gli faceva passare la voglia di mangiare. In mezzo a quel traffico l’appetito gli sarebbe tornato.

Il telefonino squillò a vuoto fino a quando non rispose: “Senti, domenica siamo invitati a pranzo dai miei. E’ il compleanno di papà…”.

Dall’altra parte del telefono un vuoto accolse queste parole: “Ah…”.

Quella risposta lo colse di sorpresa. Dopo anni di matrimonio conosceva la moglie come le sue tasche. Che avesse cambiato pantalone all’improvviso senza che lei lo avvisasse?

“Ma hai capito cosa ho detto?!?”

“Si, certo…”.

Lei che usa pochi vocaboli gli faceva molto strano: “Ma dove sei?!?”

“Con Sonia!”

“Ti ho chiesto dove sei, non con chi sei”, marcando quel “dove” e quel “con”, spiegando quella differenza nella domanda precedente.

“Sono in macchina e stiamo tornando a casa dal lavoro”.

“Va bene, ci vediamo a casa”, chiudendo la comunicazione.

Quell’atteggiamento della moglie lo infastidì ma non aveva tempo di pensarci: il traffico quel giorno era più sostenuto. Il fine settimana non c’era solo per lui. Chissà se tutti quelli che erano imbottigliati in quell’ingorgo avevano appuntamento la domenica dai genitori.

Chissà se tutti quelli rinchiusi nelle loro scatole di sardine chiamate auto avevano una moglie che all’improvviso rispondeva come un telegramma anni ’70 con due, tre battute per risparmiare sulle parole.

Accese la radio per distrarsi. I bambini ormai sentivano l’aria del fine settimana ed iniziavano ad organizzarsi partite alla playstation per tutto il venerdì pomeriggio.

Continua…

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