Una storia italiana…59^ parte

Lo stereo tornava a fare il suo mestiere, dalle casse la voce di Mick Jagger in “Start me up” deliziava l’allentamento della cravatta, mentre davanti una macchina discuteva con un pedone sulle precedenze. Storie di ordinaria quotidianità stradale.

La sua testa era già proiettata al weekend da vivere con la massima libertà, accanto ad una moglie brontolona e due figli meravigliosi, ormai pronti ad essere riabbracciati al suono della campanella che li avrebbe visti schizzare fuori dalle aule per viversi un fine settimana di tranquillità, lontani per qualche ora dagli impegni dello studio.

Il sole batteva sul vetro pulito riscaldando le sue dita sicure sul volante. Un parcheggio libero era ormai pronto per essere occupato dalla sua macchina, quando all’improvviso suonò il telefonino.

“Amore di mamma…”, dall’altra parte la madre lo accoglieva come faceva da una vita, come un eterno bambino da accudire nonostante l’età.

“Domenica è il compleanno di papà e sai quanto ci tiene che voi siate presenti”.

Aveva rimosso dai suoi pensieri il compleanno del padre: “Certo mamma, domenica per le dodici siamo da voi”.

“Ma certo, sta bene. Sai com è fatta: se vivesse la vita con meno clamore, sarebbe più serena, ma voi donne siete fatte così”, rispondendo alla madre che gli chiedeva della moglie.

Non è che facesse i salti di gioia nel sapere che la domenica pomeriggio l’avrebbe passata dai genitori. Tutto il suo programmino fatto di sky, commenti pre e post partita andava a farsi benedire. A questo andava aggiunto il disappunto da parte della moglie nel sapere che sarebbero andati a pranzo dai suoceri. Se con il padre il rapporto era sempre stato ottimo, con la suocera erano fiamme dell’inferno celate da sorrisi animati da intenti poco avvezzi al “volemose bene”.

L’enorme spiazzale antistante l’ingresso della scuola era già colmo di genitori, tra cui alcune mamme decisamente intriganti nel loro modo di atteggiarsi e di osservare il mondo al di fuori di quei metri quadri dove chiacchieravano amabilmente di tutto quello che faceva gossip.

L’idea di sentirsi la lamentela della moglie, con conseguente altra discussione sull’invito a pranzo della suocera l’aveva messo di malumore. Per fortuna il mercoledì avrebbe rivisto Erica e quella favolosa pelle da baciare millimetro per millimetro. Un brivido gli percorse la schiena mentre Antonella, la moglie di un noto penalista, passava con quel suo profumo così accattivante e morboso, da fargli nascere sul viso un sorriso malizioso, mentre gli occhi, nascosti da due occhiali neri, pregustavano una cavalcata su quelle cosce sode nonostante avesse superato da qualche primavera i cinquanta.

Continua…

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