Una storia italiana…58^ parte

La prima tappa era un aperitivo al bar dove di solito si fermavano prima di andare a fare bisboccia le sere in cui uscivano tutte insieme. Un tempo questo bar era un negozio di abbigliamento: il titolare venne aspirato completamente dalla crisi di quegli anni, finendo per dire addio alla sua grande passione. Oggi continua a lavorare nell’ambito dell’abbigliamento, ma nei mercati rionali.

Le voci dei clienti la ridestarono da quel clima viziato che si viveva nel suo ufficio. Ritornò ad essere la donna che era: tanti casini per la testa, ma meno oppressa da un ambiente che ogni volta diventava più stretto. Come una corda che si tende fino al limite.

Umberto le accolse con un bel sorriso. Quell’umanità in quel gesto la fece sentire a casa.

Si sedettero ordinando due spritz accompagnati da qualche assaggino di salami, formaggi e olive, distesi su di un tappeto di due foglie di lattuga.

Sonia era già proiettata alla sera: “Devi vedere Lucia come si è fatta bella con quel nuovo taglio”.

“Si si, ho visto la foto su Facebook”.

Il suo pensiero viaggiava verso una destinazione opposta: Stefano.

In meno di un quarto d’ora si ritrovarono al parcheggio dell’ospedale. Quando aveva lasciato l’ospedale, non aveva rivisto quegli occhi. La curiosità di donna richiedeva una conferma, seppur timida: era solo un gioco, no?! Almeno era questa la sua intenzione.

Le scale che anticipavano l’entrata avevano il sapore di qualcosa di importante che stava per avvenire. Sentiva uno strano senso di eccitamento che le saliva da dentro, ma non lo dava a vedere all’amica. Sonia, da donna, assecondava quel desiderio, trovandovi una risposta a tutte quelle sofferenze che spesso le venivano elencate come una lista della spesa da fare al supermercato da parte dell’amica. La donna ha bisogno di lamentarsi del mondo intero per dare sollievo alle sue paure, illudendosi che sia la risposta a ciò che cerca. Così va il mondo per una donna.

Quegli odori e quei colori neutri, quei volti di infermieri tutti uguali. Era bucolica come sensazione, ma cercò di non farsi avvinghiare per non perdere di vista lo scopo di quel suo ritorno in ospedale.

Stefano. Stefano dov’era? L’avrebbe perso di vista una volta per sempre?

Una strana inquietudine la colse. Era difficile in quel momento domarla.

In lontananza sentì delle voci indistinte. Percepì solo un “turno di pomeriggio” e “settimana prossima lo operano”.

Voltò l’angolo con Sonia accanto, ed apparve lui…

Continua…

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