Una storia italiana…54^ parte (bis)

Per lei, nata in una città di mare, quell’acqua che scendeva mentre si faceva la doccia era un momento di sollievo. Tornava a sentire l’alba d’estate, quando da bambina il padre la portava a passeggiare: “L’aria di mare al mattino fa benissimo”, glielo diceva mentre sorrideva. Quante conchiglie ha raccolto e quante collane ha regalato alla mamma e alle zie. Delle volte le raccoglieva durante la giornata in spiaggia e le faceva di nascosto la sera per farle trovare sul comodino della mamma per farsi perdonare qualche capriccio: “Scusa mamma”.

Quei ricordi d’infanzia dietro quel getto d’acqua avevano la capacità di darle un orizzonte diverso rispetto a dove era posato il suo sguardo fino a qualche istante prima.

E’ sorprendente come l’acqua riesca a rigenerare i corpi. Delle volte i pensieri.

L’accappatoio accarezzava la sua pelle umida. Non aveva molto tempo: c’era da sistemare i bambini che sarebbero stati accompagnati dalla nonna.

Si fermò un istante a guardare il telefonino. Su Facebook Sonia aveva condiviso il messaggio di una donna dal titolo: “Chissà se…”.

“Mi prenderai come una povera scema quando leggerai queste parole, ma ci credo ancora e chissà se…

Delle volte me lo chiedo e chissà se ancora mi ami…

Mi guardo allo specchio e chissà se ancora ti piaccio…

Quegli sguardi così innocenti agli occhi del mondo, chissà se ancora ti fanno l’effetto di un tempo…

Quando, per vedermi facevi follie e venivi sotto il balcone di casa mia solo per dirmi che mi amavi. Chissà se ancora è rimasto qualcosa di quell’uomo che mi fece innamorare…

Chissà se ascolti ancora la nostra canzone e provi quel brivido caldo che sento dentro…

Delle volte mi chiedo se provare delle emozioni abbia ancora un senso. Chissà se questo lo pensi anche tu…

Chissà se senti anche tu la mia mancanza come io sento la tua…

Chissà se hai ancora voglia di fare l’amore come un tempo, quando non mi davi tregua e tornato dal lavoro ci davamo dentro come due indemoniati. Chissà se ancora ricordi quei momenti…

Quando guardo le nostre foto sorridenti mi chiedo se le guardi anche tu. Chissà se senti che qualcosa si è rotto tra di noi…

Chissà se ci credi ancora…

Chissà se sei ancora geloso…

Chissà se ricordi ancora che prima di andare al lavoro trovavi sempre il tempo di dirmi: “Sei la mia sposa” e mi davi il bacio prima di chiuderti la porta di casa alle spalle…

Chissà se mi guardi ancora mentre mi spoglio. Delle volte faccio la civetta per attirare la tua attenzione. Chissà se ancora ti eccito…

Chissà se ricordi quando mi stringevi la mano prima di addormentarti stanco morto, restando fermo in quella posizione fino al suono della sveglia.

Chissà se sono ancora il tuo angioletto quotidiano…

Chissà se guardi ogni tanto il mio profilo Facebook per impicciarti degli affari miei…

Chissà se domani saremo ancora felici…

Ti amo…

Continua…

 

 

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