Una storia italiana…53^ parte

Ci sono rapporti che nascono tra le lenzuola: quando uno dei due prova a dare una forma diversa, rischia solo di farli appassire prima del tempo. Erica era una storia di lenzuola: candide, appena lavate con quel profumo di fresco ad accarezzare i loro corpi. Erica era una storia di sedili ribaltabili dove lo spazio per il piacere deve bastare per entrambi.

Erica era questo e non poteva essere altro. Non doveva. Era un diversivo per lui. Era qualcosa di concreto per lei. Visioni opposte di un rapporto dove l’illusione serve a tenere in piedi un’impalcatura, sapendo che l’alba è un’utopia e un sogno. Ritornano le visioni opposte. Nord e sud. Quante volte, dopo aver scopato, le loro discussioni partivano da un punto preciso: cosa c’è dopo.

Cosa c’è oltre le lenzuola, quasi implorava lei, consapevole che il loro destino era quello, illudendosi allo stesso tempo che ci fosse qualcosa di più. Il punto c’era e con esso la conclusione di pochi passi: “Non possiamo far altro che accettare la situazione. Concederci il piacere di qualche ora, come se fosse l’ultima volta”.

Certe volte l’uomo usa le parole con la stessa crudeltà di un coltello conficcato nella schiena. Quel lampo di dolore associato all’incredulità nel vedere qualcuno capace di arrivare a tanta efferatezza.

Il loro era un rapporto alla cui base c’è l’attesa. E con essa l’ansia. L’attesa di un segnale. E con esso l’ansia di capire quando arriverà il momento di abbracciarsi, di sentirsi una coppia che non scoppia. Di illudersi che sarà così per sempre. Quelle poche ore diventano il manifesto della felicità di una vita. L’attesa di incontrarsi dopo che il segnale è arrivato. Altra ansia per organizzarsi.

L’attesa e l’ansia sono ingredienti di un tradimento. L’attesa e l’ansia sono ospiti indesiderati che scompaiono quando è il momento di strapparne i veli. Pronti a tornare alla prima occasione utile.  Il fiato rotto, la paura, l’attenzione lucida a non sbagliare nulla per non rovinare e per non rovinarsi. Il confine è labile tra il piacere ed il dramma. Tutto era cesellato come l’oro grezzo che da lì a poco diventerà oggetto da vetrina in una gioielleria.

Non c’era futuro, solo piacere, rimorsi e rimpianti. Il mix giusto per un tradimento cotto e mangiato in poche ore. Un take away del sesso. Il tempo necessario per rimettersi una giacca ed una gonna, per tornare ad essere dei perfetti estranei nel mondo al di là di quelle lenzuola.

Quella mattina si alzò qualche minuto dopo la moglie. Era in dormiveglia dalle cinque ma non aveva voglia di alzarsi. Quella riflessione era nata nella fase in cui il sonno, come la luna, lascia il posto all’alba di un risveglio.

Per un istante si girò verso la moglie, ma le spalle strette in quel pigiama erano fredde come alcuni pensieri. Il letto alle volte è un catalizzatore di sentimenti e risentimenti.

La lametta passava lenta sul suo volto, come un treno che, chiuse le porte, muove i suoi vagoni. Una doccia rigenerante mentre sentiva i bambini alzarsi ed iniziare un nuovo giorno di scuola.

Continua…

 

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