Una storia italiana…39^ parte

Il letto era un angolo di pace, mentre tutto intorno a lei e dentro di lei era in fiamme. Si era illusa che avrebbe capito. Si accorse in quell’istante che senza provarci, lui non avrebbe capito quello che dentro le faceva male.

Il suo mondo, la sua casa, il suo ordine, erano stati spostati. Non solo quello. Tutto l’equilibrio era stato spostato di trecentosessanta gradi. In camera prima di coricarsi vide un paio di foto e un portagioie spostati.

Non poteva capire.

Era inadeguato a capirla.

Si sentiva sola e indifesa come quando da piccola la madre le dava le ciabattate sul sedere per le sue marachelle. Quell’istante prima che l’ombra della madre arrivasse in camera era interminabile. Come in quel momento dentro quella camera: sembrava di essere in ospedale. Mancavano solo gli odori neutri e…l’infermiere.

In quel momento Stefano era qualcosa che rientrava in uno scomparto dei suoi pensieri chiamato “spam”. Non le interessava pensare a lui. Era stato un pensiero che doveva scomparire.

Il marito in meno di quarantotto ore aveva messo in bilico più di qualcosa.

Per così poco? Per lei, oscillante tra il desiderio di riabbracciarlo e quello di strozzarlo, era un macigno grande.

Si alzò un istante, prese lo specchietto che aveva nel comodino. Dopo tanti anni ancora riusciva a dirle la verità. Si guardò il viso. Stravolto, le occhiaie che le davano un senso di inadeguatezza al culmine di qualcosa che non conosceva.

Si sentiva un corpo senza anima. Venduta a chissà chi e per quanti denari?! Persa nei suoi tanti pensieri che, come gomitoli gettati a terra, dovevano essere raccolti. La schiena iniziava a farle male. Le mestruazioni iniziavano il loro corso e per lei era uno dei momenti peggiori. Lo stato d’animo a pezzi. Un marito che non la capiva. Un mondo che sembrava scomporsi davanti ai suoi occhi. Una donna in preda alle sue angosce senza scialuppe di salvataggio.

La porta si aprì ed i bambini a gridare: “Mamma mamma, dove sei?!?”.

Quell’abbraccio, quelle lacrime di gioia le diedero quella sensazione che non tutto era perduto. Quelle due faccine erano uno dei motivi per cui non si arrendeva.

Andò in cucina a pranzare con loro. E il marito…

Continua…

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