Una storia italiana…36^ parte

Gli scalini erano l’ultimo ostacolo al ritorno in casa. Aveva voglia di tornare a sentire la serenità del clima familiare. Di allentare il nodo della cravatta. Di rivedere gli occhi della moglie sorridente. Aveva progettato tutto per bene, non mancava niente. Voleva far sentire la moglie una regina. La signora di casa, come amava chiamarla nei momenti di tenerezza.

L’ora di pranzo confondeva le voci delle tv che oltrepassavano le porte, confondendosi con gli odori e i rumori di posate e piatti pronti a diventare i protagonisti.

Entrato in casa, posò le chiavi sul mobile e trovò la moglie seduta nella zona pranzo. Il suo volto era un misto tra il nervoso e l’esasperato. Non capiva.

Non ci mise molto la moglie a fargli capire quello che dentro di sé non capiva: “Ma cos’è successo? Me lo puoi spiegare? Arrivo e…”.

La sua voce aveva riempito la stanza. La sua rabbia, incomprensibile agli occhi del marito, era diventata accecante.

Cercò di giustificarsi, senza capirne il motivo. Erano reazioni istantanee, dove la ragione abbandona per timore.

I toni si fecero sempre più accesi.

Scoprì che la moglie odiava Antonietta e continuava a non capire.

Rimase di sasso davanti a tutto quel fiume di improperi e rimproveri. Le sue parole terminarono con un laconico: “Ho capito”.

Lei, come una furia, non perse l’occasione: “Tutto spostato. Ma come ti vengono in mente certe cose!”, sbattendo un piatto sul lavello.

“Senti, quello che non sei riuscita a fare l’altra sera vuoi farlo ora? – rincarò la dose anche lui, colto da un atteggiamento di rimprovero dopo quello che ai suoi occhi aveva fatto per lei – Possibile che qualunque cosa faccio deve essere motivo di discussione? Non ci riesco a credere. Con te ormai bisogna litigare e basta…”.

“Ti sei chiesto il perché delle mie reazioni? O ti faccio così tanta pena da non capirlo?”.

“Senti, non ho più voglia di discutere”.

“Hai ragione: meglio non discutere con una che ti fa pena, vero?!!?”. Le parole del marito nella discussione precedente erano rimaste cicatrizzate nella sua anima.

Fece finta di non sentire: “Mamma, i bambini li vado a prendere io. Grazie lo stesso”. Mentre parlava, la voce della moglie entrò di prepotenza nella cornetta.

La suocera, pur non volendo, sentì qualcosa…

Continua…

 

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